Giorni del diario
a volte sembra che non sto vivendo davvero, ma sto sopravvivendo a qualcosa, senza sapere a cosa. ma lasciamo stare, piuttosto tu, perché stai così e così?
Questo è per te

Ciao Rosa.

Non ti aspettavi neanche questo, vero?
scorri lentamente
Se vuoi
Lasciami un pensiero.

Non devi per forza dire qualcosa. Ma se ti va, puoi lasciarlo qui.

Prima di tutto

Non so smettere di sorprendere io.

Sono qui, ancora una volta, ma con qualcosa di più forte rispetto ad un messaggio.

Voglio lasciarti qualcosa che ti rimanga impresso.

E non perché cerco di avere qualcosa.

Non voglio nulla.

Voglio, ancora una volta, per l'ultima volta, dimostrare quello che in questi anni ho imparato.

Quello che ho imparato

In questi anni sono cambiato.

Ho imparato ad essere gentile.

Ho imparato ad essere empatico.

Ho imparato a prendere il dolore degli altri e tenerlo dentro di me, pur di non far soffrire l'altra persona.

“Devo migliorare sempre di più.”

Mi svegliavo la mattina, guardandomi davanti allo specchio, pensando proprio questo.

Non ho mai chiesto nulla in cambio.

E mai lo farò.

Questo posto

Considera questo sito un mio diario.

Ho passato giorni, notti, a pensare a te.

Come unico pensiero fisso.

Questa cosa mi aiutava ad andare avanti.

Mi ponevo un obiettivo: essere gentile con tutti, come tu hai fatto con me.

La cattiveria che un tempo avevo, oggi si è trasformata in amore verso il prossimo.

In rispetto.

Ma questo lo devo solo a te.

A te, che hai sempre creduto in me.

È vero.

Quando perdi una persona,
capisci veramente
chi hai perso.
Quello che mi porto dentro

So il dolore che ho causato.

Non me lo perdonerò mai.

Potrai anche avermi perdonato, ma ho sempre questo lato di me che odio.

Non riesco a darmi pace.

Non ci riesco più.

Ma ora farò tutto ciò che è in mio potere per non essere più la causa del dolore di nessuno.

Farò tutto ciò che posso per rendere felici le persone che avrò davanti.

E per te, se un giorno avrai bisogno, ci sarò.

Poi penso a te

E per un attimo, torno a respirare.

Penso a te.

Quel dolore svanisce per un attimo.

“So per chi lo sto facendo.”

Hai avuto un impatto così forte nella mia vita che è assurdo.

Vederti stare bene

Sono felice.

Perché vedo che ti sei costruita una vita.

Ora capisco anche quello che ti ho fatto passare.

Sono felice che sorridi con Giuseppe.

Mi scoppia il cuore di gioia.

So che stai vivendo una vita tranquilla.

Quella che hai sempre desiderato.

Con tutto quell'amore che io non sono mai riuscito a darti.

Tu, in qualche modo, sei sempre rimasta.
Questa volta

Lascia fare a me.

Voglio che tu ti senta libera.

In pace.

Ora rimango io.

Ti aspetterò, pure anni.

E non perché voglia farmi del male.

Assolutamente no.

Ma perché, per me, vale la pena.
Ora capisco

Finalmente posso dirlo.

Ho aperto gli occhi.

Ho tolto quella benda che non mi faceva vedere quello che avevo davanti.

E penso a quanto sia bello vivere sapendo che c'è una persona per cui vale la pena svegliarsi.

Andare a lavoro.

Andare in palestra.

Vivere tutta la solita routine.

Quello che mi mancava

Per tutto questo tempo avevo un vuoto.

Non sapevo come colmarlo.

Era come se avessi sempre bisogno di qualcosa.

Tutte le sere a chiedermi se stessi bene.

Overthinking ogni due per tre.

Poi ho capito.

Era il tuo abbraccio.

Abbracciarti è stata quella cosa che mi mancava.

Un sollievo mai sentito prima d'ora.

Finalmente avevo trovato quello che mi mancava.

Voglio che tu capisca una cosa.

Stai vincendo come persona.

E un domani come maestra, come madre.

Tu nella vita, hai vinto.
Una cosa meno seria

Sicuramente erano meglio i fiori, una letterina e dei cioccolatini.

Ma è meglio evitare.

Quindi ti lascio questo “diario” aperto.

Puoi vederlo quanto vuoi.

E quando vuoi.

Ti starai domandando:

“Ma questo è pazzo?”

Probabilmente lo sono.

Ti lascio i miei pensieri qui.

Su questo sito.
Quando starai male e non ti andrà di sfogarti, aprilo e leggi.
Non devi fare niente con queste parole. Volevo solo che esistessero da qualche parte.
In sottofondo
Qualcosa che non c'è
Elisa